Fondato nel 1883, il caseificio del Sempione si trova al centro del villaggio, accanto alla scuola, da quasi 70 anni. È una struttura piccola e modesta su tre piani: cantina per la stagionatura, laboratorio e negozio. Le giornate di lavoro della direttrice Lilian Arnold e del suo team sono complicate, ma dall’estate 2028 le cose cambieranno: la cooperativa casearia si doterà di una nuova costruzione. Il progetto è stato discusso per molti anni dalle sette aziende agricole che ogni giorno vi consegnano il latte fresco.
L’edificio attuale è ormai vetusto e necessita di una modernizzazione. A ciò si aggiunge il fatto che nei periodi più intensi il team di Lilian Arnold deve fare il formaggio in due lotti, perché nella struttura c’è spazio per una caldaia sola. Anche per lo stoccaggio lo spazio è insufficiente. «Per noi era chiaro che qualcosa doveva cambiare. Inizialmente avevamo pensato a una ristrutturazione dell’edificio attuale, ma non sarebbe stato efficiente», spiega Roman Arnold, 44 anni, agricoltore e presidente della cooperativa Sennerei Simplon. Abbiamo capito che il futuro del caseificio – e quindi anche delle aziende lattierocasearie della regione – dipendeva da un ammodernamento più radicale.
Un passo importante
Tuttavia, un progetto da 6,5 milioni di franchinon è realizzabile senza sostegno. Eccodove entrano in gioco il Padrinato Coopper le regioni di montagna e la clientela deisupermercati Coop. Acquistando il pane,i panini e gli anelli di cervelas del 1° agosto,è possibile sostenere il progetto del caseificiodel Sempione. Una parte del prezzo d’acquisto va al Padrinato e il ricavo ottenutoviene raddoppiato da Coop. In questomodo il progetto della cooperativa caseariapuò andare avanti. «Siamo molto gratidi questo supporto, perché senza di essonon potremmo costruire il nuovo caseificio», afferma Arnold. «In più beneficiamodella rete del Padrinato. Possiamo confrontarcicon altre cooperative in caso di domandeo problemi eventuali».
Più spazio, processi di lavoro più semplicied efficienti, attrezzature moderne.È ciò che si augurano di avere ben prestoRoman e Lilian Arnold, e tutti i soci dellacooperativa. Il nuovo caseificio è anche uninvestimento per il futuro, dato che permettealle aziende lattiero-casearie di continuarea operare nel villaggio e di produrreogni sorta di specialità, proprio com’è semprestato il caso negli ultimi 143 anni. «Per noi è una notizia positiva e importante», sirallegra Roman Arnold, che è cresciutonell’azienda agricola dei genitori, li ha aiutatia gestirla e poi l’ha rilevata. Per luiil percorso quotidiano per andare al casei è una tradizione al pari della caseificazionestessa. Con la nuova costruzionee grazie al sostegno delle clienti e dei clientidi Coop, la storia di questa cooperativasul Sempione può continuare.
Testo Rabea Brantschen Foto Andrea Soltermann